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# 142,
2025
teoria, ritmica, improvvisazione, approccio creativo, challenge

Q&A Session #5

Accompagnamento, visualizzazione degli accordi e sviluppo del groove

In questa quinta sessione di domande e risposte abbiamo affrontato un tema fondamentale e spesso sottovalutato: come migliorare la ritmica nell’accompagnamento.

Il cuore della lezione è questo:
se migliori l’accompagnamento, migliori automaticamente anche l’improvvisazione, perché la chitarra nasce prima di tutto come strumento ritmico e armonico.


1. L’importanza dell’accompagnamento

  • L’accompagnamento non è un livello inferiore rispetto al solo.

  • È lo strumento che permette di capire l’armonia, la funzione degli accordi e il groove.

  • La differenza tra solo e accompagnamento non è concettuale:

    • il solo è “orizzontale” (scale e melodie),

    • l’accompagnamento è “verticale” (accordi).

    • Entrambi utilizzano lo stesso materiale.


2. Il primo passo: conoscere le posizioni degli accordi su tutta la tastiera

Per migliorare l’accompagnamento è necessario:

  1. Mappare le posizioni degli accordi su tutta la tastiera.

  2. Partire dagli accordi di settima (dominant 7), fondamentali nel linguaggio blues.

  3. Identificare per ogni accordo:

    • tonica sulla 6ª corda

    • tonica sulla 5ª corda

    • tonica sulla 4ª corda

    • tonica sulla 3ª corda

    • tonica sulla 2ª e 1ª corda

La chiave non è solo ricordare la forma, ma capire quali note contiene: tonica, terza maggiore, quinta giusta, settima minore.
Questa consapevolezza permette di spostarsi velocemente, ricostruire una posizione anche se la memoria visiva vacilla e improvvisare usando le note-target dell’accordo.


3. Collegare accordi e improvvisazione

Quando si conosce davvero un accordo, è possibile improvvisarci sopra utilizzando direttamente le sue note.
Questo sviluppa consapevolezza melodica, controllo del fraseggio e risoluzioni più musicali.


4. Lavoro sul groove: 2 e 4, cassa e rullante

La base dell’accompagnamento ritmico è imitare la batteria:

  • 1 e 3 corrispondono alla cassa (note basse).

  • 2 e 4 al rullante (corde alte).

Esercizi fondamentali:

  • immaginare mentalmente il pattern della batteria mentre si suona;

  • costruire pattern ritmici basati su 2 e 4;

  • utilizzare la mano destra per ghost notes, quartine di sedicesimi e accenti naturali del groove.

Questo porta a un accompagnamento più solido, musicale e professionale.


5. Transizioni tra posizioni

Esercitarsi per passare da una posizione all’altra in modo fluido.
Iniziare lentamente, poi aumentare gradualmente la velocità.
Utilizzare sempre metronomo o drum loop.
Questo esercizio allena memoria visiva, controllo del tempo e gestione della mano destra.


6. Trilogy tecnica: metronomo, groove, ghost notes

Il ritmo efficace si costruisce così:

  1. Metronomo.

  2. Suddivisione stabile della mano destra.

  3. Ghost notes.

  4. Accenti su 2 e 4.

Esempi pratici visti:

  • pattern semplici;

  • pattern con colpi anticipati;

  • mini-fraseggi e melodie interne all’accordo;

  • uso del semitono avanti/indietro per dare movimento.


7. Applicazione sul Blues (Do7, Fa7, Sol7)

Applicazione pratica su:

  • I grado (Do7),

  • IV grado (Fa7),

  • V grado (Sol7).

Si è lavorato su:

  • posizioni degli accordi;

  • rivolti;

  • accenti ritmici;

  • turnaround;

  • esempi su slow blues in 12/8.


8. Visualizzare le estensioni (9ª, 11ª, 13ª)

Abbiamo visto come:

  • visualizzare prima le estensioni non alterate;

  • identificare la posizione di 9ª, 11ª e 13ª;

  • aggiungerle alle posizioni base;

  • introdurre poi le estensioni alterate (b9, #9, b13).

Questo permette di creare tensione controllata, comprendere meglio i voicing avanzati e dominare i colori di un accordo di dominante.


9. Applicazione melodica sulle note target

Le note dell’accordo sono il modo più sicuro per non sbagliare.
La tensione deve sempre risolvere con logica melodica.
Un fraseggio pieno di note non serve se manca direzione.
Usare note-target è la soluzione più musicale e matura.


10. Studio degli accordi minori (min7)

Stesso metodo utilizzato per il dominante:

  • prendere la forma di settima;

  • abbassare la terza → accordo min7;

  • mappare tutte le posizioni;

  • applicare groove, ghost notes e movimento ritmico.


11. Esercitazione finale di classe

Analisi del giro proposto da Silvio:
Gm – Eb – F – D

Tradotto in armonia:

  • Gm = VI grado

  • Eb = IV grado

  • F = V grado

  • D = dominante secondaria con nota chiave F# in risoluzione

Scala di riferimento:

  • Si bemolle maggiore, aggiungendo il F# sul D per enfatizzare la dominante.

# 142,
2025
teoria, ritmica, improvvisazione, approccio creativo, challenge

Come arricchire il linguaggio dell’improvvisazione andando oltre la pentatonica grazie all’uso delle triadi.


1. Pentatoniche e Triadi a confronto
  • La pentatonica fornisce linguaggio, feel e immediatezza.
  • La triade porta struttura, colore armonico, direzione e melodia.
  • Insieme creano un equilibrio: libertà + architettura.

2. Forme di triadi
  • Maggiori, minori, diminuite e aumentate.
  • Visualizzazione lungo tutta la tastiera, a partire dalle posizioni più semplici.
  • Esempi pratici in tonalità di Do:
    • C maggiore
    • C minore
    • C diminuito
    • C aumentato (accennato come opzione creativa).
  • Rimando alla Pro-Masterclass sulle triadi, fondamentale per chi vuole padroneggiare il contesto triadico.

3. Armonizzazione
  • Costruzione delle triadi a partire dalla scala maggiore.
  • Come ogni grado della scala genera una triade diversa.
  • Applicazione pratica nelle progressioni armoniche, per dare direzione e varietà melodica.

4. Integrazione nell’improvvisazione
  • Come mescolare le triadi con le pentatoniche senza perdere il feel blues.
  • Linee che uniscono groove e chiarezza armonica.
  • Esempi di fraseggio: triadi usate come “colonne portanti” con passaggi pentatonici per dare respiro e fluidità.

5. Approccio creativo e narrativo
  • Le triadi diventano mappe melodiche sopra i cambi.
  • Aiutano a creare assoli cantabili e dinamici, con più colore e tensione.
  • Invito a sperimentare incrociando entrambe le logiche, evitando di “suonare scale senza direzione”.
# 140,
2025
teoria, ritmica, improvvisazione, approccio creativo, challenge

In questa masterclass ci siamo concentrati su due aspetti fondamentali: come organizzare lo studio quotidiano e come utilizzare le dominanti secondarie e alterate nell’armonia.


Parte 1 – Organizzazione dello studio

Molti studenti trovano difficile mantenere una routine costante a causa degli impegni di lavoro e familiari. Abbiamo visto come la chiave non sia “avere tanto tempo”, ma gestire al meglio quello che si ha, attraverso la creazione di blocchi di studio da 30 minuti inseriti direttamente in calendario.

I quattro blocchi principali su cui costruire la propria scheda tecnica sono:

  1. Tecnica – per sviluppare controllo e fluidità sullo strumento.

  2. Armonia – scale, concetti teorici e applicazioni all’improvvisazione.

  3. Accompagnamento – elemento centrale per ogni chitarrista, non meno importante del solo.

  4. Repertorio – per applicare quanto appreso in un contesto musicale concreto.

Non serve affrontare tutto ogni giorno: anche due blocchi costanti (es. tecnica + armonia) possono portare a risultati enormi. L’importante è la costanza: meglio tre blocchi da mezz’ora distribuiti che aspettare di avere “tre ore libere” che non arriveranno mai.

Abbiamo anche riflettuto sul fatto che la musica non è solo esercizio tecnico, ma un vero strumento di gioia, crescita personale e salvezza nei momenti difficili. Coltivare lo studio significa coltivare energia positiva per sé stessi e per chi ci circonda.

 


Parte 2 – Approfondimento armonico: dominanti secondarie e V7 alterati

La seconda parte è stata dedicata a concetti armonici avanzati, in particolare all’uso delle dominanti secondarie.

  • Principio base: ogni accordo può essere preceduto dal suo V7, creando una risoluzione più forte (es. E7 → A-).

  • Dominante “naturale” vs alterata: un V7 normale fornisce chiarezza tradizionale; un V7 alterato (b9, #9, b5, #5) aggiunge tensione e modernità.

  • Scale di riferimento:

    • Altered (super-locria) – dal minore melodico un semitono sopra la tonica del V.

    • Diminuita (H–W) – per mettere in risalto cromatismi e tensioni multiple.

    • Esatonale (whole tone) – utile per V7#5 e sonorità fluttuanti.

    • Opzionale: pentatoniche alterate e triad pairs per linee più “bluesy” e spigolose.

  • II–V → target: ogni dominante può essere a sua volta preceduta dal proprio ii-7 (es. E-7 → A7 → D7), moltiplicando l’effetto di attrazione.

  • Tritono-sub: possibilità di sostituire il V7 con il suo bII7, ottenendo movimenti di basso cromatici e voice-leading più morbidi (es. A7 → E♭7 → D7).

Il cuore del discorso è stato il ruolo delle guide-tones (3ª e 7ª):

  • In E7 → A-, G♯ (3ª) risolve su A, e D (7ª) risolve su C.

  • In A7 → D7, C♯ (3ª) risolve su D, e G (7ª) risolve su F♯.

Abbiamo concluso sottolineando che il segreto sta nell’equilibrio tra tensione e risoluzione, alternando momenti inside (mixolydian, dominante naturale) e outside (altered, diminished, tritone-sub).


Messaggio finale

Lo studio organizzato e l’approfondimento armonico non sono due mondi separati: si alimentano a vicenda.

  • Senza organizzazione non c’è costanza, e senza costanza non c’è progresso.

  • Senza armonia non c’è linguaggio, e senza linguaggio non c’è musica.

La chiave è il focus quotidiano: dove va la tua attenzione, lì va la tua energia.

# 139,
2025
teoria, ritmica, improvvisazione, approccio creativo, challenge

In questa masterclass abbiamo affrontato un tema cruciale per ogni chitarrista: come trasformare le note in frasi musicali che respirano con l’armonia, invece di restare intrappolati in una scala fissa.


Introduzione

Il punto di partenza è semplice ma potente: suonare la scala giusta non basta. Senza ascoltare i cambi armonici, ciò che esce dalla chitarra rischia di essere “corretto” ma vuoto, privo di direzione. L’obiettivo del nostro lavoro è stato fornire strumenti pratici per connettersi realmente alla musica, senza teorie complicate ma con esempi immediati.


Sezione 1 – Il problema: suonare “sopra”

Abbiamo visto e ascoltato il problema più diffuso:

  • Usare sempre la stessa scala (es. pentatonica minore) senza modificare nulla mentre gli accordi cambiano.

  • Il risultato è un fraseggio che non racconta niente, perché l’armonia scorre sotto senza essere presa in considerazione.

Abbiamo distinto tra:

  • Suonare “sopra”: ignorare i cambi, restare su un unico centro tonale.

  • Suonare “dentro”: agganciarsi ai chord tones di ogni accordo, anche solo con 2 o 3 note, per far respirare le frasi insieme alla progressione.

Un semplice confronto tra due lick ha reso evidente la differenza: stesso contesto armonico, ma il secondo – costruito seguendo i cambi – risulta subito più musicale.


Sezione 2 – Metodo pratico: guida ai cambi

Abbiamo poi introdotto un framework immediato applicabile sul turnaround I–IV–I–V (C7 – F7 – C7 – G7).

  1. Voicing semplici a 3 note per ogni accordo.

  2. Fraseggi ancorati ai chord tones – tonica, terza, settima – che danno subito direzione e identità.

  3. Dimostrazione:

    • Suonare su C7 usando tonica e terza.

    • Modificare la frase passando a F7, sfruttando le nuove guide tones.

    • Continuare su G7, adattando ancora il fraseggio.

La differenza è netta: non stiamo più improvvisando “a caso”, ma raccontando la progressione.


Sezione 3 – L’esercizio base

Per consolidare il metodo abbiamo introdotto un esercizio essenziale: due note per accordo.

  • C7: G (quinta), B♭ (settima)

  • F7: A (terza), E♭ (settima)

  • G7: B (terza), F (settima)

Con questo approccio si può già creare fraseggio musicale, melodie semplici ma consapevoli, dimostrando che non servono decine di scale per fare musica. Bastano poche note, scelte con intenzione e guidate dall’armonia.


Messaggio chiave

Fraseggiare sui cambi non significa complicarsi la vita, ma entrare in dialogo con l’armonia.
La musica prende forma quando le note si agganciano agli accordi, quando i cambi armonici diventano parte integrante del discorso melodico. Con esercizi semplici e costanti, è possibile smettere di “suonare a caso” e iniziare a raccontare una storia vera ogni volta che si improvvisa.

# 138,
2025
teoria, approccio creativo, improvisation

 Temi principali affrontati

1. Analisi e improvvisazione su “Don’t Let Me Be Misunderstood”

  • Discussione su tonalità e accordi (Bb minore, Eb, Fm, ecc.).

  • Uso di Bb minore pentatonico con approccio modale.

  • Sottolineatura della sesta maggiore per un sound più moderno/dorico.

  • Alternativa: evidenziare triadi o intervalli specifici (terza, settima).

2. Uso della scala minore melodica

  • Approccio armonico: è l'accordo che determina la scala, non viceversa.

  • Alfonso chiede come far funzionare la melodica di G su D7♭13 → spiegazione sulla funzione del V grado nella scala melodica.

  • Soluzioni pratiche per fraseggio: usare target notes (tonica, terza, settima) e poi espandere.

3. Strategie su “Footprints” di Wayne Shorter

  • Struttura del brano vista come blues minore.

  • Possibili approcci:

    • Suonare su ogni accordo (arpeggi, scale alterate).

    • Oppure semplificare trattando la progressione come un V alterato che risolve.

  • Importanza di tensione/risoluzione nel fraseggio.

4. Pentatonica maggiore su accordo minore (caso di “Stratus”)

  • Discussione su modo frigio vs. dorico e su contesto armonico.

  • La percezione dissonante nasce dall’uso del frigio in un contesto non adatto.


 Altri concetti chiave

  • Sostituzioni di tritono: spiegazione pratica con esempi (Sol7 ↔ Reb7).

  • Consiglio pratico: non pensare solo alla scala, ma creare frasi melodiche.

  • Dare tempo all’orecchio: assimilare nuove sonorità come quelle della scala melodica.

# 137,
2025
teoria, approccio creativo, improvisation
  • In questa Masterclass impareremo a vedere le pentatoniche come ponte di congiunzione con il mondo modale.
    Impararai a suonare la pentatonica con una visione più "pianistica" e scoprirari come usare la pentatonica minore e maggiore in contesti modali non legati alla stessa tonalità.
# 136,
2025
teoria, approccio creativo, improvisation

Approfondimento Armonico: Arpeggio Semidiminuito e Scala Superlocria

  • Applicazione su Accordi Maggiori e Minori:
    • L'arpeggio semidiminuito può essere applicato sia in contesti maggiori che minori.
    • Si consiglia di utilizzare l’arpeggio costruito un tono sotto l’accordo di riferimento (es. E7 → D semidiminuito).
  • Teoria e Applicazione:
    • Utilizzare la scala melodica costruita un semitono sopra l'accordo dominante (es. E7 → F melodico) per ottenere una sonorità superlocria.
    • L'arpeggio semidiminuito viene consigliato come alternativa utile per creare tensione e risoluzione.

 Tensione e Risoluzione

  • Gestione della Tensione:
    • È essenziale creare e risolvere la tensione armonica in modo coerente. La tensione non risolta suona dissonante e "sbagliata".
  • Posizionamento dell’Arpeggio:
    • Partire da diverse posizioni aiuta a gestire meglio la tensione e a migliorare il fraseggio.
  • Applicazione negli Ultimi Due Quarti della Battuta:
    • L’arpeggio semidiminuito è più efficace se suonato negli ultimi due quarti prima del cambio di accordo.

 Esercizi Pratici

  • Studio con il Metronomo:
    • Il metronomo viene indicato come uno strumento fondamentale per migliorare il timing e la precisione ritmica. È raccomandato praticare brani interi solo con il metronomo, senza basi.
  • Utilizzo della Loopstation:
    • Non dovrebbe sostituire il metronomo, ma può essere usata per esercitarsi in contesti più creativi.

Tecniche Avanzate e Sperimentazioni

  • Triade Minore con la Sesta:
    • Una valida alternativa all’arpeggio semidiminuito, che può creare sonorità più interessanti.
  • Intervalli e Gioco di Tensioni:
    • Uso di intervalli di settima maggiore per creare suoni particolari e sperimentali.

Eventi Futuri e Iniziative

  • Campus in Toscana:
    • Evento programmato per il 5-8 giugno con sessioni pratiche, ospiti e possibili sorprese, incluso un intervento di un osteopata specializzato nella postura del chitarrista.
  • Iniziative Extra:
    • Sessioni di coaching per le mogli/partner dei partecipanti per coinvolgerle e mostrare l'importanza della musica.
# 135,
2025
teoria, ritmica, suonare nello stile di..., accompagnamento

In questa Masterclass approfondiamo il ruolo della chitarra ritmica nel blues, esplorando diversi stili, dal Chicago Blues al Texas Shuffle, fino alle influenze moderne di chitarristi come Steve Cropper, Robben Ford e Kirk Fletcher.

Analizziamo il feel, la dinamica e il timing, con esempi pratici basati su brani iconici come Hoochie Coochie Man, Pride and Joy e Stormy Monday.

# 134,
2025
teoria, approccio creativo, improvisation
  • Introduzione: Benvenuto alla prima sessione dell'anno, con focus sulla challenge appena completata e sulla sessione di domande aperte.

  • GUITARlab Campus 2025:

    • Evento previsto dal 5 all'8 giugno in Toscana (Riva del Sole Resort & Spa, Castiglione della Pescaia).
    • Posti limitati (45 su 60 già prenotati).
    • Masterclass, laboratori, musica d’insieme e guest internazionali.
    • Presentazione di una novità con Emilio Massari di Cornerstone.
  • Approfondimento musicale:

    • Discussione sull’identificazione della tonalità di un brano.
    • Analisi di accordi e tonalità (esempio Crazy - versione Scary Pockets).
    • Studio delle dominanti secondarie e loro effetto armonico.
    • Importanza del riconoscimento delle strutture armoniche per improvvisare.
  • Jam Session e preparazione:

    • Strategie per affrontare una jam session senza conoscere il repertorio.
    • Studio di cadenze comuni (2-5-1, 6-2-5-1, I-IV-V).
    • Importanza della ritmica e della conoscenza delle strutture blues.
  • Esercizi pratici:

    • Improvvisazione su progressioni casuali per sviluppare il riconoscimento armonico.
    • Uso della pentatonica minore con un approccio modale per sottolineare gli accordi.
    • Differenza tra suonare modi e sottolineare gli accordi.
  • Brani analizzati:

    • Just the Two of Us: gestione dei cambi di tonalità rapidi e strategie di improvvisazione.
    • Cantaloop Island: uso della scala melodica minore e dell’approccio Lydian Dominant.
    • The Thrill Is Gone: confronto con le progressioni blues standard.
  • Domande teoriche:

    • Perché il terzo grado è meno usato nelle cadenze rispetto ad altri accordi.
    • Come riconoscere la funzione di un accordo nella progressione armonica.
# 133,
2025
ritmica, improvvisazione, approccio creativo, challenge

Masterclass dedicata a come suonare "Why I sing the blues" (BB KING)

# 132,
2024
teoria, ritmica, accompagnamento, approccio creativo

Scopri come migliorare il tuo modo di suonare la chitarra con questa masterclass dedicata ai ritmi di accompagnamento nello shuffle! Perfetta per tutti i livelli, questa lezione offre tecniche passo passo per padroneggiare pattern essenziali di jazz e blues.

  • Pattern Jazz Charleston: Ritmi fondamentali per migliorare la sincope e il dinamismo.
  • Varianti di Pattern: Aggiungi complessità e texture combinando e invertendo i ritmi.
  • Call & Response: Crea dialoghi musicali con giochi ritmici coinvolgenti.
  • Integrazione Completa: Costruisci uno shuffle blues a 12 battute utilizzando tutte le tecniche apprese.
# 131,
2024
teoria, improvvisazione
  • Introduzione alla Pentatonica Maggiore
    La pentatonica maggiore è fondamentale per collegare il mondo modale al “mondo delle 5 note.”
  • Mappe del Fretboard e Pattern Pentatonici
    Scomporre la pentatonica maggiore in ottave singole e “blocchi” diversi ci permette di ripensare alla scala in modo orizzontale e flessibile.
  • Applicazione Pratica dei Pattern
    Creare pattern utilizzabili in più contesti e spostamenti permette di avere uno strumento melodico versatile nell’improvvisazione.
  • Pentatoniche Major, Minor, Add6 e Min6
    Unendo queste pentatoniche possiamo creare sonorità nuove su accordi Maj7, Min7 e Dom7. Particolare attenzione alla Pentatonica Min6, ottima su accordi Dom7 e Alterati.
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